Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/77

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– Certamente – rispose il capitano.

– Bell'idea di andare a caccia nelle terre polari.

– Questi principi italiani hanno buon sangue nelle vene, signor Stökken. Né il mare né i pericoli fanno loro paura.

– E sembra che nemmeno la principessa abbia paura né dei ghiacci né degli orsi bianchi.

– Un'altra buona schiatta, signor Stökken. È figlia del principe Nikita del Montenegro, il più valoroso soldato dell'Europa intera.

– Noi però andremo ben più lontani.

– La nostra non è una gita di piacere, bensì una vera spedizione.

– Lo si spera. La stagione promette bene e dopo Arcangelo faremo una buona corsa fino alla Terra di Francesco Giuseppe.

– Ditemi, capitano, credete possibile che si trovino delle tracce della spedizione di Andrée?...

Il capitano si era arrestato guardando fisso l'ingegnere, poi, dopo alcuni istanti, disse:

– Siete anche voi uno di coloro che credono alla possibilità che Andrée sia ancora vivo?

– Ve ne sono tanti in Norvegia, compreso il fratello dell'esploratore.

– Conoscete tutti i particolari della spedizione?

– Vagamente. In quell'epoca io mi trovavo molto lontano dalla Norvegia.

Il capitano Evensen guardò il mare e le coste norvegesi che si delineavano, un po' confusamente, verso oriente, poi prendendo sotto il braccio l'ingegnere, gli disse:

– Ascoltatemi e poi giudicherete se vi è qualche probabilità che Andrée sia vivo e che possiamo trovarlo sulla Terra di Francesco Giuseppe.