Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/76

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68 Capitolo settimo

causa delle numerose isolette di Frö, le quali formano, oltre l’isola grande di Föien, una specie di barriera che si spinge fino all’altezza di Stoksund.

Non ostante quella barriera, nel piccolo mare di Frö correvano ondate un po’ forti, avventate dal mare del Nord e che le isole a malapena riuscivano a rompere. Erano però un nonnulla per la vecchia Giasone, buona veliera e abituata ai formidabili colpi di mare dell’oceano Artico.

La traversata del piccolo mare di Frö si compiè felicemente, quantunque le guide alpine si fossero trovate a disagio con quelle larghe ondate che sollevavano la nave da tribordo a babordo.

L’indomani la Stella Polare navigava in pieno mare, lungo le coste di Trondhjem, diretta alle isole Vitken.

Il tempo era sempre splendido e pochissime nuvolette si vedevano sorgere dal mare del Nord.

– Un tempo propizio a noi ed anche alle LL. AA. RR. i principi di Napoli, – disse il capitano Evensen all’ingegnere. – Se non si guasta giungeranno felicemente allo Spitzbergen1.

– Sono parecchi giorni che si trovano in viaggio?

– Dal 19 giugno. Hanno lasciato Trondhjem lo stesso giorno.

– A bordo d’un legno italiano? – chiese l’ingegnere.

– No, d’un yacht inglese che hanno noleggiato, il Taurus.

– E andranno molto lontani?

– Fino allo Spitzbergen.

– Una gita di piacere?

– E di caccia, signor Stökken. S. A. il duca mi ha detto che il Principe di Napoli è un valentissimo cacciatore.

– Allora andranno a cacciare le renne.



  1. Le LL. MM. i Reali d’Italia, allora Principe e Principessa di Napoli, avevano preceduto il Duca degli Abruzzi nell’oceano Artico, a bordo del yacht inglese Taurus. Essi approdarono nell’Eisfiord, per dare la caccia alle renne. Il loro primo incontro con esseri umani fu triste, avendo trovato dei norvegesi affetti da scorbuto, i quali avevano passato colà l’inverno.
    Le loro cacce furono abbondanti: uccisero molte oche, molte renne e delle foche, alcune delle quali furono dipoi imbalsamate dal signor Bainotti di Torino. Avevano anche divisato di andare a visitare la casa che aveva ricoverato il pallone di Andrée, ma l’accavallarsi dei ghiacci li decisero a ritornare.