Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/85

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È probabile che il pallone invece di filare direttamente verso il nord, sia entrato nella sfera dei venti giratori e che sia stato trasportato prima verso il nord-ovest, forse fin presso le coste della Groenlandia per venire poi ricacciato verso il nord-est, in direzione della Terra del Re Carlo, ossia in prossimità del suo punto di partenza.

– Che siano caduti in mare?

– Forse anche in mezzo ai ghiacci, ma anche colà non avrebbero avuto probabilità di salvarsi, non potendo crearsi un rifugio né avendo tanti viveri da poter sfidare la fame per così lungo tempo.

«Andrée è stato un coraggioso ma se vogliamo anche un grande imprudente. Egli non aveva forse pensato che anche nelle regioni polari imperversano dei cicloni che potevano spingerlo in mezzo all'immensità dell'Oceano Artico, lontano assai da qualsiasi terra.

«E forse non ha neanche pensato ai bruschi abbassamenti di temperatura che potevano, da un momento all'altro, condensare il gas e far precipitare irremissibilmente il suo pallone.

«No, signor Stökken, Andrée non ritornerà più mai. Tale è la mia opinione, come pure è quella di S. A. R. il Duca degli Abruzzi, del tenente Payer, lo scopritore della Terra di Francesco Giuseppe e di tanti altri profondi conoscitori delle regioni artiche.»

– Peccato che un uomo che ha dato prova di un così grande coraggio, sia finito così miseramente.

– Il polo ne ha divorate tante delle vittime, signor Stökken.

– Eppure si continua la lotta.

– E non cesserà finché l'uomo non avrà posati i suoi piedi sulle immacolate nevi del 90° grado.

– E quante vite umane rapirà ancora alla scienza?

– Forse non molte. Voi avete veduto come in pochi anni gli esploratori abbiano molto guadagnato sui ghiacci. Venticinque anni or sono non si conosceva ancora l'esistenza della Terra di Francesco Giuseppe, mentre ora, il raggiungerla è quasi una gita di piacere.

– Questo è vero, capitano Evensen.

– E si conosce già anche la Terra di Petermann che è situata molto più al nord. Qualche audace o fortunato che sia, in un tempo più o meno lungo, giungerà al polo.