Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/86

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78 Capitolo ottavo


– E poi?...

– Poi si cercherà di scoprire anche quello australe.

– E tanti sforzi e tanti sacrifici per una pura curiosità!

– La scoperta del polo rappresenterà unicamente una grande vittoria dell’uomo e della scienza, poiché lassù non vi saranno da raccogliere nè oro, nè diamanti; eppure anche le vittorie infeconde giovano. Se non altro si scioglieranno tanti problemi rimasti finora insoluti. Si saprà almeno da cosa derivano le aurore boreali, quale attrazione produce il polo sugli aghi calamitati, ed infine si saprà cosa si trova ai due punti estremi del nostro globo. Signor Stökken, la campana ci chiama a pranzo. Fra un bicchiere e l’altro continueremo la conversazione assieme a S. A. R. il duca che è profondo conoscitore delle questioni polari, ed i suoi ufficiali. –

La Stella Polare intanto, spinta anche da un vento favorevole, continuava la sua corsa verso il nord, tenendosi in vista della costa norvegese, avendo intenzione di cacciarsi presto fra i canali delle isole Vitken.

Il tempo si manteneva costantemente bello e la temperatura non diventava fredda che alla sera, specialmente dopo la mezzanotte. Era però un freddo limitatissimo, che di rado scendeva sotto lo zero.

Navi non se ne incontravano che pochissime in quei paraggi. Abbondavano invece gli uccelli marini, i quali venivano a volteggiare in gran numero nei pressi della nave.

Per lo più erano gabbiani bianchi, volatili che hanno le piume candidissime, leggermente tinte di rosa presso l’addome, ed il becco giallo, e che sono assai paurosi perché fuggono alla vista di qualsiasi altro volatile marino.

Si trovano in grandi stormi sulle coste della Norvegia e anche presso le terre artiche, vivendo di pesci che prendono assai destramente e anche di uova che vanno a succhiare alle urie ed alle lamme.

Sono così paurosi, che quando si vedono inseguiti dai labbi, altri volatili delle regioni fredde, vomitano quello che hanno inghiottito pur di essere lasciati in pace.

Oltre però a quegli uccelli, si vedevano anche apparire non poche procellarie e presso le spiagge deserte alcune coppie di edredon.