Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/99

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«L'oscurità era così profonda che gli uomini di prora non riuscivano a scorgere l'albero maestro.

«Era d'inverno ed i ghiacci erano scesi al sud in gran numero, anzi la nave parecchie volte aveva dovuto aprirsi il passo a colpi di sperone.

«Infatti, attraverso la nebbia, gli uomini di guardia vedevano sfilare, come tetri fantasmi, dei giganteschi ice-bergs, i quali pareva seguissero, come funebre corteo, la povera nave votata ormai alla morte. Fra i cupi brontolìi del mare udivano cozzi sinistri, scricchiolìi violentissimi e tonfi assordanti prodotti dal capitombolare dei ghiacci.

«La goletta però aveva continuata intrepidamente la sua corsa, frettolosa di guadagnare il Vest Fjord, ma i ghiacci la perseguitavano, minacciando di stringerla da tutte le parti.

«Ad un tratto gli uomini di guardia che erano a prora, vedono proprio dinanzi alla nave apparire un incerto bagliore e odono dei sordi scricchiolìi come se una massa enorme forzasse il passo attraverso i piccoli ghiacci, gli streams ed i palks. Era un ice-berg che muoveva addosso alla nave. In causa di quale forza camminava incontro alla goletta mentre il vento soffiava dall'ovest? Sulle prime nessuno cercò la spiegazione, e fu un grave errore.

«La montagna di ghiaccio veniva spinta innanzi dai primi giri del Maëlstrom. Il capitano, ingannatosi sulla rotta esatta, invece di aver diretta la goletta al sud di Varö era andato a cacciarsi addosso a Mosken, passando presso Moskenäsö.

«Il vortice era a pochi passi e nessuno se n'era ancora accorto, in causa del fragore delle onde e del nebbione.

«Il vento spingeva la nave attraverso la corrente circolare, la quale s'apriva dinanzi alla prora, non avendo molta forza verso i margini esterni.

«Tutto d'un tratto la goletta deviò dalla sua linea, mettendosi attraverso il vento. Era entrata nella zona pericolosa ed il gorgo la travolgeva in mezzo alle onde rotolanti in giro.

«Più nessuna manovra poteva salvarla. Il timone ormai non agiva più ed il vento non poteva vincere la forza irresistibile della corrente.

«Potete immaginarvi il terrore che colse quei disgraziati naviganti, quando si accorsero di trovarsi in balìa del vortice! Tutte le manovre possibili furono nondimeno tentate per rompere la corrente circolare, ma invano.

«La povera nave ormai trabalzava in mezzo alle onde. Il Maëlstrom muggiva formidabilmente e l'acqua turbinava intorno, accavallandosi, sempre più impetuosa, verso il centro del gorgo.

«Assieme alla nave, travolti nella medesima corsa, correvano montagne e banchi di ghiaccio, urtandosi e sfracellandosi e persino delle balene venivano attratte non ostante le loro formidabili code.

«Il terribile momento s'avvicinava a gran passi. Già la nave si sbandava e scendeva rapida attraverso la parete liquida, minacciando da un istante all'altro di rovesciarsi.

«L'orrenda descrizione che mi fece il marinaio, unico superstite di tutto l'equipaggio, non la dimenticherò mai, miei signori.

«Il capitano, smarrito il senno, paventando la catastrofe, in un momento di disperazione s'era fatto saltare le cervella, mentre altri si erano precipitati fra le onde spumeggianti con la speranza di venire gettati fuori dal gorgo.

«Quando la nave giunse quasi nel mezzo, si era già rovesciata sul tribordo, in modo che le estremità delle rande toccavano l'acqua. Oscillò un momento sull'orlo dell'immenso imbuto poi si sfracellò contro le rocce del fondo, sfasciandosi completamente.

«Cosa accadde dopo? Il mio marinaio non me lo seppe dire mai. Si ricordò vagamente di aver provato un principio d'asfissia, poi più nulla. Eppure non annegò. Chissà per quali fortunate circostanze, dopo una prolungata immersione si trovò fuori dal gorgo, aggrappato disperatamente ad un avanzo della goletta.

«Esso fu raccolto all'alba, a venti chilometri dal vortice, da una barca peschereccia di Mosken. Non aveva riportato gravi contusioni, ma i suoi capelli erano diventati bianchi come la neve e fu, per tre settimane, in preda ad un delirio terribile.

«Ecco l'istoria della Storn-Vindel

Tutti erano rimasti silenziosi, ma nessuno aveva staccati gli sguardi dalle due isole che ora apparivano più nettamente. Pareva che ognuno cercasse di scoprire, nell'infinito orizzonte, il formidabile vortice.