Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/145

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quantunque, come si disse, avesse nelle sue vene il medesimo sangue, ed aveva già preso parte alla sanguinosa insurrezione dei dieci anni, battendosi come un disperato con Masò, con Massimo Gomez, con Cespedes, col marchese di Santa Lucia e con Cesneros, i capi più famosi di quella triste ed atroce campagna. Scoppiata la seconda insurrezione, Pardo, al pari di Masò, aveva dato fuoco alle sue piantagioni ed era corso sotto le bandiere della futura repubblica, formando una grossa banda, colla quale aveva già compiute non poche ardite imprese, acquistandosi una certa notorietà.

Dopo d'aver salutata la marchesa, la quale aveva risposto con un legger inchino, il capitano le additò una rozza sedia, dicendole:

– Accomodatevi, signora, e discorriamo.

– Sono vostra prigioniera, quindi sono costretta ad obbedire – rispose la signora del Castillo, con accento lievemente beffardo.

– Tutto dipende da voi se vorrete ritornare libera.

– A quali condizioni, capitano?...

– Non si tratta che di consegnare a noi i quarantamila fucili e le casse di cartucce che occupano la stiva del vostro Yucatan.

– E darvi anche la nave poi.

– Non a me quella, mia signora; io non saprei davvero cosa farne, quantunque mi abbiano detto che sia un vero capolavoro. Quella spetta agli americani, certo che renderebbe loro maggiori utili che a me, uomo di bosco e non di mare.

– Ah!... – esclamò la marchesa. – Correte troppo, capitano, e vi trovo esigentissimo.

– Anzi poco, signora – rispose Pardo con accento quasi duro. – Voi siete nostra nemica, io avrei quindi il diritto di trattarvi come gli spagnoli trattano noi, cioè di fucilarvi ed anche peggio, mentre invece vi offro il mezzo di riscattare la vita.

– Sono una donna, signore!...

– E che importa? Siete più pericolosa di cento spagnoli, fors'anche di mille, poiché voi state per dare loro i mezzi necessari per prolungare questa terribile campagna che dura perfino troppo.

– È dovere d'ogni buon patriota aiutare la patria, quando lo straniero la minaccia. Io ho nelle vene sangue spagnolo e non ho potuto rimanere sorda al grido della nazione pericolante. Quantunque donna, sono accorsa animosamente ad offrire, per la bandiera della vecchia Castiglia, la mia vita. Oh! Come sarebbe stato più dignitoso anche per voi, che avete pure nelle vene sangue spagnolo, dimenticare il passato e schierarvi tutti contro l'americano, invece di diventare suo alleato ai danni della nostra patria.

– La patria!... – esclamò il capitano, con amarezza. – Forse che noi cubani ne abbiamo una? Sì, l'avremo forse un giorno, quando i peninsulari li avremo cacciati dall'isola.