Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/248

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– E così, amico mio?...

– Si fugge, donna Dolores.

– E andiamo?

– Al sud.

– Ancora al sud?... No, Cordoba: noi giuocheremo la nave da guerra.

– Cosa volete fare, donna Dolores?

– Conosci queste isole?

– Tutte.

– Vi è acqua sufficiente fra le isole della Lana e quella della Piedra?

– Sì, marchesa.

– Ebbene, amico Cordoba, noi lasceremo che la nave americana entri nel passo del Caballones e poi risaliremo al nord passando fra le due isole.

– Un giuoco pericoloso, donna Dolores.

– Ma forse il migliore, Cordoba. Preferisco cacciarmi sotto le coste di Cuba che tornare al largo, dove possiamo trovarci improvvisamente di fronte ad una squadra.

– È vero – rispose il tenente. – Gabbiere!...

– Signore.

– Si dirige verso questo canale quella nave?

– Sì, tenente.

– Fuggiamo, donna Dolores. Forse i marinai di vedetta di quella nave ci hanno già scorti.

– Fuggiamo, Cordoba.

L'Yucatan, che era stato arrestato, virò di bordo quasi sul posto e rientrò nel canale, tenendosi a cinquanta o sessanta metri dalle coste occidentali dell'isola della Lana.

Colon che conosceva quelle isole quanto Cordoba, si era messo alla ruota del timone, mentre la marchesa, il capitano Carrill ed il tenente erano saliti sulle griselle dell'albero maestro per meglio osservare la nave nemica.

Essendo tutti tre muniti di cannocchiali di lunga portata, poterono distinguerla già nettamente, non essendo lontana più di sette od otto miglia.

Pareva un grosso incrociatore, avendo un solo albero e parecchie torri che si elevavano, in forma di castello massiccio, attorno ai due alti e grossi fumaiuoli e pareva che fosse anche dotato d'una celerità non comune, poiché guadagnava via rapidamente, muovendo diritto verso il canale del Caballones.

Non era però solo. Un po' più indietro si scorgeva, ma confusamente in causa della sua poca elevazione sulle onde, una massa lunga che mandava molto fumo. Era una cannoniera o qualche torpediniera d'altomare?...

– Hum!... – fe' Cordoba, tormentandosi i baffi. – Il tempo diventa minaccioso.