Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/282

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Le corazzate americane, avvicinatesi a duemila metri, lanciavano contro le batterie del canale e contro gli spalti del Morro, i loro enormi obici i quali scoppiavano con immenso fracasso, producendo delle larghe squarciature.

Granate d'acciaio da 54 chilogrammi, granate da 28, obici da 28 e shrapnel da 45, micidialissimi, cadevano in gran numero sventrando i terrapieni, abbattendo le enormi muraglie, squarciando le feritoie e smontando, di tratto in tratto, qualche pezzo o fulminando sul posto gli artiglieri; però gli spagnoli tenevano bravamente testa a quel furioso grandinare, a quel precipitare di così enormi masse di ferro e d'acciaio.

I loro pezzi non rimanevano un solo istante muti e quando si presentava il destro, mandavano qualche grosso obice a scoppiare sul ponte delle corazzate o nei fianchi delle navi ausiliarie armate da guerra.

Un'ora durò quell'orrendo frastuono e quel furioso grandinare; poi, quando già gli spagnoli cominciavano a respirare, credendo che l'attacco fosse stato respinto, una nave fu veduta staccarsi dalle due squadre e correre, con pazza temerità, verso il canale come se volesse forzare il passo e cacciarsi nella baia.

Era un grande vascello con due fumaioli e tre alberi, un grande transatlantico armato da guerra, a quanto sembrava, e che gli Stati Uniti avevano unito alla loro già poderosissima squadra.

Una potente corazzata che faceva un fuoco infernale per attirare su di sé i colpi degli spagnoli, lo seguiva a breve distanza.

La marchesa e Cordoba che li avevano veduti attraverso una feritoia, avevano mandato un grido di stupore.

– Si forza il canale!... – aveva gridato la marchesa.

Il colonnello Ordonez che stava al loro fianco, sorvegliando il tiro d'uno dei grossi pezzi Krupp, si volse dicendole con un sorriso:

– Facciano pure: s'incaricheranno le torpedini di mandarlo a picco. Tirate sempre contro la squadra, giovanotti!... Lasciate che quei pazzi s'accostino.

La grande nave, quantunque bersagliata dalle batterie de la Estrella, continuava la sua audace corsa verso il canale della baia, come se fosse sicura di entrarvi, e di comparire improvvisamente dinanzi alle navi dell'ammiraglio Cervera.

La corazzata che l'accompagnava, giunta a quattrocento passi dal Morro e già ripetutamente colpita dai grossi Krupp, non ostante lo spessore delle sue piastre d'acciaio, si era arrestata, poi aveva ripreso il largo a tutto vapore.

Il transatlantico invece aveva imboccato audacemente lo stretto canale e continuava la sua corsa. Ormai era tanto vicino, che Cordoba e la marchesa poterono leggere il suo nome.

– Il Merrimac! ... – aveva esclamato la marchesa.