Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/30

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28 Capitolo quarto

— Signora! — rispose il maestro.

— Cento piastre se spezzi il fanale!

— Un momento solo, mia Capitana. —

Il mastro si curvò sul cannone, corresse di qualche po’ la sua elevazione, osservò attentamente la posizione della nave, poi strappò violentemente il cordone tira fuoco.

Il grosso pezzo da quindici centimetri, posto sulla torretta di prora, s’infiammò con un fracasso assordante, facendo tremare tutto lo scafo.

Alcuni istanti dopo il fanale elettrico, fracassato dall’obice, a cui mastro Colon aveva dato una direzione di una esattezza matematica, si spegneva bruscamente, troncando forse, col medesimo colpo, l’albero della nave nemica.

— Avanti a tutto vapore!... — gridò la marchesa.

L’yacht, che si era arrestato per lasciare al valente artigliere il tempo di prendere la mira, si slanciò innanzi, mentre l’equipaggio urlava ad una voce:

— Viva la Capitana!... Viva Colon!... —



CAPITOLO IV.


Da vapore a veliero.


L’alba sorgeva. La luce che si alzava sull’orizzonte, dopo d’aver lottato col nebbione che gravitava sul mare e colle tenebre, si diffondeva rapidamente, tingendo le acque d’un colore grigiastro, d’un triste aspetto.

Il vento mattutino, fresco ed abbastanza forte, cacciava innanzi a sè, verso il sud-est, quelle ondate di vapori, accumulandoli in direzione della costa yucatanese.

Ai colpi di cannone della notte era successo un profondo silenzio. Il mare taceva e solamente si udiva in aria qualche rauco grido, mandato da uno di quegli uccelli neri chiamati dai marinai fetonti o paglie in coda, o da una coppia di rincopi caccianti i pesci alla superficie del mare.

Nessuna nave appariva, nè alcuna terra. Solo lo svelto yacht solcava il mare, filando a tutto vapore verso il settentrione e ancora quasi totalmente sommerso.

La marchesa aveva lasciata la ruota del timone ad un mastro pilota, e ritta a prora, con un cannocchiale in mano, scrutava l’orizzonte, scambiando di quando in quando qualche parola con Cordoba.

— Nulla, — disse, dopo una nuova e più attenta osservazione.

— Aspettiamo, donna Dolores, — rispose Cordoba.

— Non vi è alcuna traccia di fumo.