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Il «Yucatan» 27

— Macchinista!... — gridò donna Dolores. — Noi marciamo colla velocità?...

— Di ventidue nodi e sette decimi, signora — rispose il capo macchinista.

— Bisogna aumentare.

— Chiedo cinque minuti ancora e toccheremo i venticinque. La nostra immersione fa ostacolo.

— A venticinque lasceremo indietro quell’ostinato curioso — disse Cordoba. — L’alba non è lontana e mi spiacerebbe ci vedesse.

— Ciò rovinerebbe i miei piani — disse la marchesa.

— Colon è un artigliere di prima forza.

— Vuoi tentare?...

— Di fracassare quel dannato fanale elettrico. In mezz’ora noi saremo fuori di vista.

— Sì — mormorò la marchesa, come parlando fra sé.

— Ah!... Donna Dolores!... —

Il grido gli era stato strappato da un lampo che era balenato in direzione del vascello da guerra. Successe un istante di silenzio, poi una forte detonazione echeggiò sul mare.

— È un pezzo da dieci centimetri — disse Cordoba. — Me ne intendo di quei mostri d’acciaio.

— Ha fatto fuoco a polvere?...

— Sì, donna Dolores. Ci invita ad arrestarci.

— Macchinista, a tiraggio forzato!... — gridò invece la marchesa.

L’yacht era allora uscito dallo sprazzo di luce del fanale elettrico e balzava sulle acque come se volesse sollevarsi. La macchina funzionava rabbiosamente, precipitosamente e gli alberi motori imprimevano tali scosse, da far tremare lo scafo da poppa a prora, mentre il vapore, imprigionato fra le pareti di ferro, muggiva sordamente.

Un fremito sonoro scuoteva il ponte, mentre le acque, tagliate impetuosamente, correvano per la tolda balzando sul coronamento di prora.

L’yacht fuggiva con una velocità di ventiquattro nodi e otto decimi, rituffandosi nel nebbione che gravitava sul mare.

Ad un tratto un secondo lampo fu veduto balenare sulla nave americana ed un istante dopo un sibilo acuto attraversava gli strati d’aria, passando sopra la testa dell’equipaggio e perdendosi in lontananza.

Al largo si udì una detonazione più formidabile della prima, che si prolungò verso il nord con un cupo rimbombo.

— Obice da venti centimetri — disse Cordoba.

— Colon!... — gridò la marchesa, che aveva ascoltato quel sibilo, annunciante un proiettile di grosse dimensioni, senza che un muscolo del suo volto avesse trasalito.