Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/251

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In cerca di Piotre 251


— Che siano stati presi vivi?

— Ne dubito, signor Lopez, — disse Piotre. — Erano entrambi robusti e coraggiosi e non si saranno arresi, sapendo d’altronde che avrebbero finito al forno o allo spiedo.

Si saranno difesi finchè avranno ricevuto qualche colpo mortale. Noi però ci fermeremo qui e faremo il possibile per riavere almeno i loro corpi o mitraglieremo senza misericordia gli Ona. Ho due buoni falconetti fra la zavorra e li faremo tuonare senza risparmio di munizioni. Allungate la battuta voi e tenete pronte le armi. I selvaggi ci spiano. —


CAPITOLO XVIII.

Prigionieri dei selvaggi.

I fuegini non avevano lasciato i dintorni della baia, sospettando probabilmente uno sbarco degli uomini bianchi per vendicare i due marinai scomparsi; anzi pareva che si fossero raccolti in gran numero.

Sui margini dei boschi e sulle cime delle colline, e anche delle montagne, si vedevano avvampare dei fuochi disposti in forma circolare e di quando in quando si udivano alti clamori lontani e dei rullii sordi e monotoni che parevano di tamburi o di qualche cosa di simile.

Sulla spiaggia si vedevano gruppi d’uomini che all’accostarsi della scialuppa fuggivano rapidamente, mettendosi in salvo sulle alture. Spiavano gli uomini bianchi senza osare di assalirli, sapendo ormai che erano provvisti di quelle formidabili armi da fuoco che tanto temevano.