Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/252

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252 Capitolo XVIII.


Piotre ed il signor Lopez, quando qualche drappello indugiava a disperdersi, sparavano qualche colpo di carabina o di moschetto, con poco profitto però, in causa delle oscillità che subiva l’imbarcazione e per l’oscurità della notte. Anche verso il Settentrione si udiva qualche sparo. Dovevano essere gli uomini della scialuppa-baleniera che tentavano di vendicare i loro due camerati.

Arrancando con buona lena, verso la mezzanotte le due scialuppe si incontrarono nei pressi del piccolo seno, dove erano stati assaltati i due marinai di guardia.

Quelli della baleniera avevano già esplorato un tratto di costa facendo frequenti sbarchi e non avevano trovato che i cadaveri di tre selvaggi, tutti uccisi a colpi di pistola alla testa ed al petto. Dei due scomparsi invece, nessuna traccia.

— Che cosa volete tentare ora? — chiese il signor Lopez a Piotre.

— Continuare le ricerche, — rispose questi, — e far accostare la Quiqua per mitragliare questi miserabili cannibali. La scialuppa-baleniera torni a bordo con due uomini, gli altri passino sul gran canotto e ci prestino mano forte. —

Quindi, volgendosi verso l’araucana:

— Mariquita, — le disse, — voi dovete essere stanca e dovete aver molto freddo, non essendo le vostre vesti ben asciutte. Ritiratevi, ve ne prego. Ci raggiungerete sulla mia nave.

— E voi, Piotre?

— Il freddo non fa presa sulla pelle d’un baleniere, e poi devo guidare io la spedizione.

— Sì, ragazza mia, — disse il signor Lopez. — Non è prudente rimanere con noi, dopo quel tuffo in mare e con questo vento che fa raggrinzare le carni.

Verrai con noi più tardi. —