Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/266

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266 Capitolo XIX.


La colonna lunghissima salì la collina, superò la cresta e s’inoltrò entro una gola ingombra di altissimi faggi e di pini, e così tenebrosa che non si poteva scorgere nulla a pochi passi di distanza.

Continuò così ad avanzarsi per due ore, poi ai primi albori s’arrestò su un vasto spazio rinchiuso fra montagne tagliate a picco, e occupato da un numero infinito di capanne.

— Ci siamo, — disse lo stregone a Piotre, il quale era immerso in tristi pensieri. — Il capo bianco abita qui. —


CAPITOLO XIX.

Il capo bianco.

Mentre i guerrieri, che avevano assalito Piotre ed i suoi marinai, giungevano da una parte, da un’altra gola arrivavano quelli che avevano espugnata, dopo un breve combattimento, la Quiqua.

Anche essi avevano nel mezzo un palanchino di pelle di guanaco su cui si vedeva distesa una forma umana, coperta con un pezzo di vela: era Mariquita.

La misera fanciulla aveva assistito, con orrore, al feroce assalto dei fuegini e alla strage dei pochi marinai che erano rimasti sulla nave baleniera. La loro resistenza non aveva durato che pochi minuti. Oppressi dal numero dei nemici venti volte superiore, e saettati da tutte le parti dalle freccie e dalle lande, erano caduti l’uno presso all’altro gravemente feriti, per soccombere subito sotto le scuri di pietra.