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capitolo xii — le pressioni dei ghiacci 95

CAPITOLO XII.

Le pressioni dei ghiacci.


La tempesta invocata dal baleniere, brontolava sull’orizzonte settentrionale, ma non scoppiava ancora. Dense masse di vapori si accumulavano in direzione delle Spitzberg, pronte a lanciarsi attraverso l’Oceano Artico ai primi soffi del freddo vento polare, ma tre giorni erano già trascorsi da che il wacke era stato imprigionato fra il banco e le coste dell’isola degli Orsi, senza che il mare si accavallasse e rompesse, coi suoi formidabili urti, le barriere dei ghiacci.

L’equipaggio però non aveva perduto il suo tempo. Approfittando della vicinanza dell’isola, tutte le mattine bande di cacciatori raggiungevano la costa o col mezzo della baleniera che era stata trascinata sul margine esterno del wacke o passando attraverso ai banchi, facevano le fucilate contro gli uccelli marini, contro le foche e le morse che si mostravano numerose in quei paraggi.

In tal modo la carne fresca non mancava a bordo, con grande vantaggio della salute di tutti.