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114 i naufraghi delle spitzberg


«Avevo fatto conoscenza con un valente cacciatore di foche, il danese Wicke, il quale si era costruita una capanna all’estremità d’un profondo fiord.

«Andavamo a caccia insieme molto di frequente, e m’insegnava tutte le astuzie per impadronirmi delle prede marine e terrestri.

«Una domenica ci accordammo per cacciare delle foche che si erano mostrate in buon numero nei dintorni del suo fiord.

«Al mattino, per tempissimo, abbandonai il villaggio che mi ospitava e mi diressi verso la capanna del mio danese, che era lontana sette od otto miglia.

«Eravamo nel colmo dell’inverno. I ghiacci avevano bloccate tutte le coste ed altri continuavano a scendere dalle coste meridionali della Groenlandia, mentre un altissimo strato di neve copriva la terra.

«Il freddo era diventato così acuto, che toccando un oggetto di ferro faceva l’effetto d’una dolorosa bruciatura. Il termometro aveva segnato -37° centigradi.

«Avevo percorso già sette miglia e cominciavo a distinguere la capanna di Wicke che era mezzo sepolta fra la neve, quando volgendo gli sguardi verso il mare scorsi un enorme ice-berg che s’avanzava verso la costa.

«Dapprima non vi feci caso, essendo cosa comunissima in quella stagione, ma osservando meglio, vidi sei masse biancastre agitarsi sul fianco del ghiaccione.

«Aguzzai gli sguardi e immaginatevi quale fu il mio terrore nello scorgere sette od otto orsi bianchi che mi guardavano con ardente bramosìa, pronti a gettarsi in acqua ed assalirmi.

«Non vi era da dubitare. Si erano imbarcati su quell’ice-berg staccatosi dalle coste della Groenlandia, per