Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/178

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154 i cacciatori di foche della baia di baffin


poi risorgere bruscamente, con un salto repentino, mostrando altre creste ed altre punte; poi delle colonne di dimensioni enormi, delle torri colossali cappeggiare un istante e quindi capitombolare, con mille boati, sui vicini campi di ghiaccio che s’aprivano sotto quegli urti irresistibili; o frantumare delle intere flottiglie di ghiacci minori o dei ghiaccioni che avevano l’apparenza di castelli smantellati irti di bastioni strani, di cupole, di arcate, di punte, di guglie, sfasciarsi improvvisamente come sotto una brusca, potente, irresistibile scossa di terremoto.

Mastro Tyndhall ed i suoi sei marinai si erano affrettati ad assicurare la Shannon al grande banco con due altre gomene, le cui ancore erano state profondamente infisse nelle spaccature del ghiaccio.

Trovandosi in una specie di piccolo fiord difeso da due bastioni di ghiaccio, formati da colossali ice-bergs, solidamente cementati fra di loro e completamente al riparo dai furiosi soffi della gelida tramontana, pel momento non correvano pericolo alcuno, ma vi era da temere che il vento cangiasse bruscamente, girando al sud e che accumulandosi i ghiacci galleggianti dinanzi a quella specie di porticino, restasse imprigionata la barca.

Alle sette il nebbione era piombato sulla baia, avvolgendo il mare, i ghiacci, la Shannon ed il banco che la proteggeva. Era così fitto, che dalla poppa della grossa barca, non si potevano distinguere gli uomini che si trovavano a prua.

– Brutta notte se agli orsi bianchi saltasse il ticchio di arrampicarsi sulla Shannon, disse il mastro. Ragazzi miei, bisogna vegliare attentamente.

– Terremo gli occhi ben aperti, mastro, rispose Mac-Chanty.