Pagina:Salgari - Nel paese dei ghiacci.djvu/200

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176 i cacciatori di foche della baia di baffin


– E fino dove andremo?

– Fino all’isola di Devon e là sverneremo per riprendere poi le ricerche lungo il canale di Lancaster. Sono deciso a recarmi, se sarà necessario e se i ghiacci non mi stritoleranno la Shannon, fino al mare di Melville esplorando le coste di Boothia, di Sommerset, della terra di Cockburn, del Principe di Galles e anche le isole Melville e di Bathurst.

– Ma come ritorneremo poi? Perderemo la buona stagione in tante ricerche e correremo il rischio di trovare, nella ritirata, tutti i canali chiusi dai ghiacci.

– Bah!... Cosa importa a me svernare due volte?

– Ma i viveri?

– Ne troveremo presso gli accampamenti dei pescatori di foche della baia di Fox, poichè io non ho intenzione di passare un secondo inverno in latitudini così alte. Appena cominceranno i primi geli, io mi affretterò a scendere attraverso i canali di Fury e di Ecla.

Mentre chiacchieravano sui futuri progetti, la Shannon correva verso la costa, speronando dei piccoli ghiacciuoli appena formatisi e che le contro-ondate spingevano al largo.

Muoveva diritta verso una vasta insenatura cosparsa d’isolotti e difesa da una lunga penisola che s’incurvava verso il sud, formando parecchi fiords assai profondi.

Tutta quella costa era alta assai e cadeva a picco.

Non si vedeva alcuna pianta, nè un pino, nè un abete, nè alcun animale appariva sulla candida superficie nevosa. Vi erano invece due grandi ghiacciai incassati fra una doppia fila di altissime rocce e dai quali cadevano, di quando in quando, con immenso fragore, dei blocchi enormi che s’inabissavano nelle acque della baia, sollevando mostruose ondate.