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capitolo ix — il naufragio 203

CAPITOLO X.

Alla costa.


Il banco frantumato dall’enorme massa dell' ice-berg, come già dicemmo, si era suddiviso in numerosi banchi, di cui alcuni avevano ancora delle dimensioni non piccole.

Quello su cui si trovavano i cacciatori di foche, era uno dei più grandi, poichè aveva una lunghezza di tre o quattrocento metri ed una larghezza quasi eguale, ma aveva anche questo subìto dei gravi danni in quel cozzo formidabile, e si vedevano qua e là delle altre spaccature, che dovevano aprirsi totalmente in un altro urto.

Liberatosi dai ghiacci vicini, era scivolato lungo i margini dell' ice-berg ed aveva ripresa la sua corsa disordinata verso il nord-ovest, spinto dalle onde e dal vento.

Quantunque fosse ancora così vasto, rollava vivamente come se fosse un’immensa zattera e crepitava in siffatto modo, da temere che da un’istante all’altro dovesse cedere sotto gli urti e le scosse incessanti delle masse liquide.