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212 i cacciatori di foche della baia di baffin

CAPITOLO XI.

Il ritorno di Grinnell


Se l’urto del campo di ghiaccio contro l’enorme ice-berg era stato fatale alla Shannon, il contraccolpo che aveva prodotto quella fenditura, entro la quale era caduto il disgraziato Grinnell, era stato non meno disastroso per ciò che conteneva la baleniera.

Essendo questa stata rovesciata proprio sull’orlo del grande crepaccio, una buona parte degli oggetti salvati poco prima del naufragio, erano caduti in acqua.

Fu con vera disperazione che mastro Tyndhall ed i suoi compagni, constatarono la mancanza delle cose più utili e più necessarie per uomini perduti in quelle desolate regioni del gelo.

Dei viveri precipitosamente imbarcati, non rimanevano che due cassette di pemmican del peso di venti chilogrammi ciascuna, due prosciutti salati, pochi biscotti e una fiaschetta di ginepro della capacità di appena un litro; delle armi un solo fucile a due colpi, due ramponi e tre pistole con delle munizioni molto limitate; delle vesti, due sole pellicce d’orso bianco ed un capotto di pelle di foca, e degli utensili due sole pentole di ferro.