Pagina:Salgari - Sul mare delle perle.djvu/28

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18 sul mare delle perle


Amali volse gli sguardi nella direzione che gl’indicava il giovane. Una scialuppa che si distingueva dalle altre per la sua alta prora e per le dorature che segnavano dei ghirigori lungo i bordi e montata da dodici uomini, i quali dall’aspetto parevano malabari, avendo la pelle quasi nera, s’avanzava lentamente per raccogliere il palombaro.

A poppa, sui lati di un tendalino di percallina gialla, si allungavano due grosse spingarde, armi che non si vedevano sulle altre barche dei pescatori, non essendo necessarie per la raccolta delle ostriche perlifere.

— Una bella scialuppa — disse Amali, un po’ stupito. — E perchè l’hai fornita di quelle due bocche da fuoco? Vi è la nave inglese che veglia sui pescatori e che impedisce che gli uni e gli altri si derubino o si azzuffino.

— Vengo da lontano — rispose il palombaro, con visibile imbarazzo — ed i ladri di mare non mancano su queste acque.

— Dov’è il tuo villaggio?

— Sull’isola di Manaar.

— E tu sei il padrone della barca?

— Sì.

— Perchè ti sei tuffato mentre hai dodici uomini sotto i tuoi ordini.

— Per cercare una perla azzurra simile a quella che porto sul mio spillone.

— Potevi mandare i tuoi uomini a cercarla.

— Non l’avrebbero trovata. Addio, ho parlato abbastanza e mi si aspetta.

— Non così presto, se non ti rincresce; vorrei