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306 sul mare delle perle

accompagnato da un rombo e da grida di spavento.

— All’attacco! — gridano Amali, Jean Baret, Durga ed il capitano Binda.

Si stringono in mezzo Maduri, che ha impugnato la scimitarra, e si scagliano all’assalto.

I pescatori di perle riempiono in un batter d’occhio il fossato, poi, vedendo dinanzi a loro una breccia larga parecchi metri, vi si gettano dentro con uno slancio formidabile, irresistibile.

Nulla può reggere al loro impeto. I cingalesi fanno una breve resistenza, poi fuggono in mezzo alle capanne e sotto le tettoie e si gettano giù dalle cinte per salvarsi nella foresta.

I pescatori di perle li inseguono dappertutto, uccidendoli a colpi di scimitarra e coi calci delle carabine, prima ancora che Amali abbia potuto trattenerli.

La strage è completa. Coloro che non hanno avuto il tempo di fuggire cadono decapitati dalle larghe lame dei pescatori.

Jean Baret stava per gettarsi fra quei demoni sperando di salvare ancora qualche assediato, quando urla feroci risuonarono in mezzo ai boschi, accompagnate da spari.

— Che cosa c’è di nuovo? — si chiese.

— Siamo a nostra volta assaliti! — gridò Amali.

— Riparate subito la breccia! Alle spingarde gli artiglieri!

Una innumerevole banda di cingalesi, attratta forse dagli spari o avvertita da alcuni emissari dello sbarco dei pescatori, s’avanzava a passo di corsa, mandando urla spaventevoli.