Pagina:Santucci Sulla melodia Lucca 1828.djvu/13

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Aristotile in un’azione, non è un punto matematico indivisibile. Denique sit quod vis (ripiglia Orazio), simplex dumtaxat et unum. «Tutto in somma esser dee semplice ed uno»1 ma aggiugne poi quest’altro insegnamento, degno d’esser molto ponderato, che Scribendi recto sapere est et principium et fons. «Il buon giudizio è il capital primiero/Dell’ottimo scrittor».2

VIII. Appoggiato io dunque a sì gravi autorità credo di aver diritto nel caso mio di discorrerla cosi. Vuoisi conservata l'unità della espressione imitativa? Questo è ben giusto. Tale è il dovere d’ogni scrittore sensato. Si applichi egli pure ad esprimere il sentimento primario che ha per le mani nel miglior modo possibile: a questo tendano tutte le sue mire, a questo tutti i suoi sforzi. Non dia luogo nelle sue imitazioni a que’ sentimenti che lo potrebbero o far perder di vista, o intorbidare, o illanguidire. Ma non gli si nieghi poi di profittar con giudizio di tutti que’ vantaggi che gli possono provenire dalla espressione di quegli altri sentimenti subalterni, che, o fanno parte del sentimento principale, o sono con esso strettamente uniti, o finalmente che non gli si oppongono inopportuni. Questi vantaggi sono per lo scrittor di musica come pel pittore le mezzetinte, i chiariscuri, e

  1. Metastasio: Estratto della Poetica di Aristotile Cap. 5. Poetica di Orazio v. 23.
  2. Poet. di Oraz. v. 309. Melast. Estrat. della Poet. di A ristot. Cap. 5.