Pagina:Sarpi, Paolo – Istoria del Concilio tridentino, Vol. II, 1935 – BEIC 1916917.djvu/376

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
370 l'istoria del concilio di trento


CAPITOLO IV

(21 aprile-14 maggio 1562).

[I legati sottopongono le sorte difficoltá al papa per averne istruzioni. Lagnanze degli spagnoli per la poca indipendenza del concilio. — Ricevimento degli ambasciatori di Venezia. — Le congregazioni esaminano gli altri articoli sulla divisione delle parrocchie, sulla fusione dei piccoli benefici curati, sui coadiutori da darsi ai curati ignoranti o viziosi, sulla soprintendenza vescovile ai benefici dati in commenda, sugli abusi dei questuanti. — Arrivo degl’inviati del duca di Baviera: questione di precedenza sui veneziani. — Pio IV biasima il contegno degli spagnoli in concilio, difendendo la condotta dei legati di fronte alle rimostranze di Filippo II e del Vargas.— Vivo malcontento della curia romana verso i legati, accusati di non saper difendere la supremazia pontificia dalle pretese dei vescovi. — Sospetti sui fini della politica spagnola. — Come Pio IV giudicasse la situazione.— Comunica ai cardinali la risposta da inviarsi a Trento.— Invio di altri prelati italiani al concilio. — Sua politica di accostamento alla Francia. — Riforma della penitenzieria. — Congregazione generale preparatoria della sessione: decisione di soprassedere circa le questioni della residenza e dei matrimoni clandestini. Risorge il litigio fra spagnoli e imperiali sulla «continuazione». — Sessione decimanona: si proroga la pubblicazione dei decreti ad altra sessione, fissandola al 4 giugno.]

Si consultò tra li legati quello che si dovesse fare; e furono tutti concordi di minutamente dar conto al pontefice di tutto il successo, e aspettarne risposta; e tra tanto proseguir le congregazioni sopra gli articoli rimanenti. Voleva Mantoa mandar a questo effetto Camillo Oliva, segretario suo, in posta con lettere di credenza; e Simonetta proponeva che si scrivesse il tutto in lettera. Fu concluso di componer insieme li pareri; e scritta una longa relazione del successo, e rimesso il soprapiú al secretarlo, quello il giorno medesimo, la sera, partí