Pagina:Sarpi - Lettere, vol.1, Barbèra, 1863.djvu/90

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
30 lettere di fra paolo sarpi.

sentì a male che gli ambasciatori del re di Polonia protestassero di appellare al Concilio s’egli dava loro certo aggravio.

In esso ordinossi molte cose per riformazione della corte romana. Papa Eugenio IV, che era successore di Martino, venne in parere di sciogliere il Concilio, e pubblicò successivamente tre bolle contro quello, dichiarandosi superiore. Il Concilio, dall’altra parte, fece contro il papa, e i cardinali suoi aderenti, molti atti, giungendo fino a sospenderlo. La cosa poi si compose, rivocando il papa le tre bolle pubblicate contro il Concilio, e a lui sottomettendosi.

Qui è da considerarsi, come mai possa la superiorità del papa al Concilio esser vera, poichè papa Eugenio che l’aveva dichiarato con sue bolle, rivocato avrebbe la verità ed alle false opinioni acconsentito. Sciolgano questo nodo, e poi parlino. Noi intanto ritorniamo al Concilio; proseguendo il quale a riformare la corte, nuovamente ancor il papa contro lui si rivoltò, e le decisioni tanto s’inoltrarono, che il Concilio privò il papa Eugenio e vi surrogò Felice V.1 Eugenio però non obbedendo, congregò un altro Concilio prima in Ferrara e di poi a Firenze. Morto egli, e stato creato Niccolò V, Felice, che era uomo dabbene, sazio delle contese, rinunziò; ed il Concilio di Losanna, dove il Basileense si era trasferito, accettò la rinunzia per il papa Niccolò e finì lo scisma. Restò quindi l’Alemagna e la Francia


  1. Questo papa Felice V era stato, chi nol sapesse, il buono e saggio Amedeo VIII, duca di Savoja. Da pochi tra gli storici contemporanei, ossia per aderire alle opinioni qui esposte dal Sarpi o per rispetto alle virtù di quel principe, trovasi egli indicato col nome odioso di antipapa.