Pagina:Sarpi - Lettere, vol.2, Barbèra, 1863.djvu/398

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390 lettere di fra paolo sarpi.

non abbisognerebbe la Chiesa se Cristo potesse esercitar quell’officio; e ciò dicendo, vennero a tali enormezze, che non si può aggiunger di più. Già un certo Paolo Comitolo da Perugia,1 loro consocio, stampò un libro col titolo di Sentenze morali, nel quale sostiene doversi tenere come un articolo di fede cattolica e divina, che tutti e singoli i papi che governarono pro tempore la Chiesa, sieno stati veri e legittimi. E così sostiene doversi credere con la stessa fede, che tal è l’attuale pontefice; con la stessa fede credere che è battezzato, ortodosso e maschio, e ogni punto indispensabile al potere pontificio. E lo prova specialmente con due ragioni: la prima, perchè se uno dicesse ch’esso non è vero papa, sarebbe da consegnarsi all’Inquisizione com’eretico: dunque, bisogna crederci come ad articolo di fede cattolica. La seconda, perchè nessuno è martire se non muoia per la fede cattolica: ma in Inghilterra furono uccisi molti per aver confessato che Gregorio XIII era vero capo della Chiesa; dunque l’affermar ciò è un articolo di fede cattolica: Queste massime svolge il Comitolo a dilungo nei capitoli 1, 9, 99 di quel libro. Che aspettarci di più da cotesta genía? Siamo al punto d’aver assai più articoli di fede sul solo papa, che non su tutti i misteri di nostra Redenzione.

Ho letto la narrativa delle cose di Troyes,2 e


  1. Il Comitolo, amico sviscerato del cardinale Bellarmino, aveva due volte scritto (1606-7), per la corte di Roma, contro la Repubblica di Venezia e nel 1611, pubblicò per le stampe in Cremona i suoi Consilia seu Responsa moralia, ristampati in Lione nel 1619.
  2. A chi non garbasse questo nostro modo di volgarizzare, non avendo potuto trovar notizie del fatto cui accen-