Pagina:Satire (Giovenale).djvu/179

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

alla satira terza 67

nunto sotto la forma di una pietra bruta, finchè non le si fosse fabbricato un tempio.

22 L. Cecilio Metello, tre volte console; appiccatosi il fuoco al tempio di Vesta, si slanciò in mezzo alle fiamme per salvarne il Palladio.

23 I primi quattordici gradini dei teatri erano riservati ai cavalieri, o a quelli che n’avevano il censo, che era di 400,000 sesterzi di rendita. Un articolo della legge diceva che giammai un gladiatore o un maestro d’arme non avrebbero occupato uno di quei posti. Ma le leggi, diceva bene quel savio, son fatte soltanto pei poveri; e sono come le tele di ragno, dove le mosche restano impigliate, e le aquile vi passano attraverso come nulla fosse.

24 Non l’imperatore di questo nome, ma L. Roscio Ottone tribuno della plebe, che l’anno di Roma 685 fece passare una legge, per cui ad ogni ceto di persone era assegnato il suo posto nel gran teatro. Vell. Paterc. lib. 2.

25 Nota che nelle altre città d’Italia si andava più alla buona, nè v’era tanta etichetta. Si vede che anche i Gentili aveano la pietosa costumanza di mandare i morti alla sepoltura vestiti dei panni più onorevoli.

26 Quando alcuno in Roma cominciava a tosarsi la barba e i capelli, volea l’usanza che fosse regalato da tutti gli amici e clienti di casa; o fosse uno della famiglia, o uno dei servi più in grazia al padrone, come qui accenna il poeta.

27 Il testo ha: accipe, et illud fermentum tibi habe. Mi pare che qui Giovenale, come è suo stile, faccia brevemente interrompere ad Umbrizio il suo discorso, per riferire le parole, colle quali il cliente accompagna la sua strenna. Tutti gl’interpetri da me veduti, e non sono pochi, non l’intendono a questo modo, ma riferiscono quelle parole allo stesso Umbrizio, e spiegano così: ascolta anche questa, e prendine argomento di sdegnarti. Perchè tale interpretazione fosse ragionevole, bisognerebbe che nelle parole che seguono Umbrizio parlasse di altre cose, diverse dalle precedenti; ma invece la materia del suo discorso non cambia, ed egli non fa che tirare la conclusione di ciò che ha detto innanzi. Fermentum, che tutti intendono per movimento d’ira, ha qui, seocondo me, il significato suo proprio di lievito; e le parole di Giovenale vengono in sostanza a dir così: accetta questo regalo, ed esso siami presso di te come un lievito, un eccitamento ad impetrarmi nuovi favori dal tuo padrone. Questa spiegazione, o io m’inganno, se non è la sola vera, è certa-