Pagina:Satire (Orazio).djvu/102

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Ma se v’ha padre ancor d’unico figlio
70Malsano, a cui gran facoltà prepari,
T’ingegna a lui pian pian co’ buoni ufficj
D’insinuarti in grazia, onde tu sia
Sostituito erede al figlio stesso,
E quando accaderà che questo passi
75Di Pluto a’ regni, tu ne prenda il loco.
Questo zimbello raro avvien che falli.
Se a leggere talun suo testamento
Ti porgerà, di ricusar fa mostra,
E da te indietro lo respingi in modo
80Tale però, che la seconda riga
Del primo foglio con obbliquo sguardo
Tu ben rilievi, e rapido trascorra,
Se tu se’ solo o coerede a molti.
Qualche scrivan matricolato e furbo
85Torrà sovente all’anelante corbo
L’attesa preda, come un dì Corano
Si farà gioco di Nasica ingordo.
Ulis. Vai tu farneticando, oppur vuoi farti
Beffe di me con vaticinj oscuri?
90Tir. O figlio di Laerte, io so dir quanto
Debbe avvenire o no. Che Febo in dono
Il profetar mi diè. Ulis. Su via finisci