Pagina:Satire (Orazio).djvu/4

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Per questo ne terrà più che la mia.
Qual se tra’ servi su le spalle un sacco
Di pan portassi, non ne avresti poi
65Di chi scarco ne andò più largo pasto.
A chi sta di Natura entro a’ confini
Che mai vale arar cento o mille campi?
= Bel gusto è provvedersi a una gran massa.
= Purch’io dalla mia picciola altrettanto
70Ne possa aver, qual di lodar motivo
Hai più delle mie corbe i tuoi granai?
Egli è come se un fiasco od una tazza
Bisognandoti d’acqua, i’ non vo’ torla,
Dicessi, a un fonticel, ma ad un gran fiume.
75Quinci avviene a chi più del giusto agogna
Che insieme con la sponda il rovinoso
Offanto se l’assorba entro i suoi gorghi.
Ma chi ciò sol desia che a lui fa d’uopo
Nè a limacciosa pozza attigne l’acqua,
80Nè a rischio d’affogar sua vita espone.
Ma da insana avarizia una gran parte
Degli uomini accecata ognor ripete:
Non evvi mai tanto che basti, ognuno
Tanto vale quant’ha
. - Che vuoi tu farvi?
85Lasciali star col lor malanno in pace.