Pagina:Saul.djvu/56

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52 saul

»Se il braccio innalzi, ogni empio ecco è disperso.
»Già su le ratte folgoranti piume
»Di Cherubin ben mille un dì scendesti;
»E del tuo caldo irresistibil nume
120 »Il condottiero d’Israello empiesti:
»Di perenne facondia a lui tu fiume,
»Tu brando, e senno, e scudo a lui ti festi:
»Deh! di tua fiamma tanta un raggio solo
»Nubi-fendente or manda a noi dal polo.
125 »Tenebre e pianto siamo....

SAUL

Odo io la voce
Di David?... Trammi di mortal letargo:
Folgor mi mostra di mia verde etade.

DAVID

»Chi vien, chi vien, ch’odo e non veggo? Un nembo
»Negro di polve rapido veleggia
130 »Dal torbid’euro spinto. —
»Ma già si squarcia; e tutto acciar lampeggia
»Dai mille e mille, ch’ei si reca in grembo....
»Ecco, qual torre, cinto
»Saúl la testa d'infuocato lembo.
135 »Traballa il suolo al calpestío tonante
»D’armi e destrieri:
»La terra, e l’onda, e il cielo è rimbombante
»D’urli guerrieri.
»Saúl si appressa in sua terribil possa;