Pagina:Saul.djvu/57

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ATTO III. 53

140 »Carri, fanti, destrier sossopra ei mesce:
»Gelo, in vederlo, scorre a ogni uom per l’ossa;
»Lo spavento d’Iddio dagli occhi gli esce.
»Figli di Ammón, dov’è la ria baldanza?
»Dove gli spregi, e l’insultar, che al giusto
145 »Popol di Dio già feste?
»Ecco ora il piano ai vostri corpi angusto;
»Ecco, a noi messe sanguinosa avanza
»Di vostre tronche teste:
»Ecco ove mena in falsi iddii fidanza. —
150 »Ma, donde ascolto altra guerriera tromba
»Mugghiar repente?
»È il brando stesso di Saúl, che intomba
»D’Edom la gente.
»Così Moáb, Soba così sen vanno,
155 »Con l’iniqua Amaléch, disperse in polve:
»Saúl, torrente al rinnovar dell'anno,
»Tutto inonda, scompon, schianta, travolve.

SAUL

Ben questo è grido de’ miei tempi antichi,
Che dal sepolcro a gloria or mi richiama.
160 Vivo, in udirlo, ne’ miei fervidi anni.... —
Che dico?... ahi lasso! a me di guerra il grido
Si addice omai?... L’ozio, l’oblío, la pace,
Chiamano il veglio a sè.

DAVID

Pace si canti. —