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nuove teorie sulle cause dell’era glaciale 311

sopra lo 0°, si comprende come l’abbassamento di 4.° o 5.° possa quasi annullare l’ablazione e far sì che le nevi di anni successivi si accumulino e si estendano, invadendo in correnti di ghiaccio valli e pianure. Se si volesse spiegare lo stesso effetto coli’ aumento delle precipitazioni nevose, bisognerebbe supporre una nevosità iperbolica: tanto più se questa si volesse far dipendere da un aumento di temperatura, che consumerebbe una gran parte dell’alimento.

Penck per questo e per altri argomenti, non tutti persuasivi, arriva anzi alla conclusione che nell’era glaciale la piovosità doveva essere minore dell’attuale; ma a tanto non arriverei. Sono dispostissimo ad ammettere che nelle fasi di massima espansione, alle quali si riferiscono gli argomenti di Penck, quando il clima era fortemente influenzato dall’espansione stessa, e si preparavano già le condizioni per il rapido ritiro, la piovosità nelle regioni ghiacciate fosse notevolmente minore dell’attuale. Una vasta estensione di ghiacci, com’è attualmente la Groenlandia, è naturalmente regione di scarsa precipitazione, perchè diventa sede di un’alta pressione. Ammetto cioè che all’apice di ogni espansione possa aver corrisposto un clima freddo e asciutto; ma non posso ammettere che un clima siffatto abbia preparato l’espansione stessa. Come meteorologo, io non so separare nelle variazioni dei climi, almeno nelle nostre regioni non molto lontane dai mari, l’idea di un abbassamento di temperatura media dall’idea di una maggiore nuvolosità e piovosità, tanto più se abbiamo di mira specialmente la temperatura estiva. L’osservazione comune ci dice che le estati più fredde sono anche le più torbide, e il classico lavoro di Brückner1 sulle oscillazioni dei elimi ha fornito anche i documenti secolari di questo postulato dell’osservazione comune. Le oscillazioni attuali dei ghiacciai rispondono, con ritardo, a periodi freddo-umidi, che determinano gli avanzamenti, alternati a periodi caldo-asciutti, che determinano i ritiri; non vedo ragione plausibile per ammettere che le grandi espansioni quaternarie siano da attribuirsi a periodi freddo-asciutti. Le regioni ove domina attualmente un clima siffatto, come la Siberia orientale, sono relativamente povere di ghiacciai, mentre nella Nuova Zelanda

  1. E. Brückner, Die Klimuschwanktmaen seit 1700, «Geogr. Abbattili. IV», Wieu. 1890.