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| nuove teorie sulle cause dell’era glaciale | 313 |
blema da questo punto di vista, è costretto a supporre che i periodi glaciali e interglaciali si presentarono reciprocamente alternati in Europa e in America, ma i glaciologi non sono disposti ad ammettere tale alternanza e i meteorologi non possono acquetarsi all’artificiosità della sua costruzione. Gli studi di Brückner hanno del resto già messo in evidenza negli alterni periodi climatologici il ripetersi di una condizione analoga di minor pressione lungo la zona più esterna di tutti i continenti, che facilita l’afflusso dell’aria, umida, dagli oceani e quindi una maggiore piovosità continentale, e che è collegata a una minore temperatura media, dovuta principalmente a una minore temperatura estiva. Ma qual’è in questo concatenamento di fenomeni il fenomeno principe dal quale tutti gli altri dipendono? E unii domanda forse artificiosa, analoga a quella sulla precedenza dell’uovo e della gallina, impostaci soltanto dalla velleità della nostra logica di voler stabilire una gerarchia di precedenze tra fenomeni indissolubilmente legati fra loro. Ma a tale valletta non possiamo sottrarci e la domanda comunque ci si impone.
La risposta che a prima vista si impone come più naturale e quella suggeritaci dalle attuali estati fredde. Esse sono tali quando e perchè sono umide; è quindi la maggiore umidità, nuvolosità e piovosità il primo anello della catena. Ma tale condizione impone l'ipotesi di una maggiore abbondanza di vapore acqueo nell’atmosfera e dobbiamo cercare la causa di questo fatto. Fin dal principio degli studi glaciali questa causa parve trovata in una più intensa attività vulcanica che avrebbe lanciato nell’atmosfera, all’inizio di ogni espansione glaciale, una immensa quantità di vapore. Tale ipotesi, enunciata da Charpentier, trova tuttora validi aderenti, tra i quali il mio sempre giovane maestro Taramelli; in generale mi fanno l'onore di ascrivere in questa schiera anche me, nonostante ch’io abbia portato argomenti contrari alla teoria vulcanica. [1]
La quale è oppugnata, con un calore polemico che contraddice alla frigidità dell’argomento, da un’altra schiera di valorosi geologi, a capo dei quali è attualmente il Frech. [2]
- ↑ L. De Marchi, Le cause dell’era glaciale, Pavia, 1895.
- ↑ Memorie diverse in «Neues Jahrb. Mineral. und Geol.» e annesso «Centralblatt», e nella «Zeitschr. Gesellsch. f. Erdkunde».