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il fenomeno religioso 115


atto d’insubordinazione in genere. E ovunque e sempre, come mezzo atto a garantire la fedeltà e la disciplina in date circostanze di particolare importanza, si ricorreva al giuramento, a un atto religioso, cioè, col quale chi faceva la promessa richiamava su sè stesso, pel tramite dell’officiante presente, la collera divina in caso di spergiuro.

Era la religione, inoltre, che mirabilmente perveniva a evocare e intensificare tutti gli «istinti sociali», i più atti a garantire, col solo venire «svincolati», lo slancio aggressivo in massa simultaneo e fulmineo di tutta la collettività, quali l’odio di tribù o di razza e il fanatismo più acceso1.

Le risposte favorevoli degli oracoli, l’innalzamento e la consacrazione di templi votivi e le altre cerimonie solenni allo scoppiare d’ogni guerra, la benedizione delle milizie, delle armi e delle insegne, i sacrifizi e le preghiere e i rendimenti di grazia prima e durante e dopo ogni battaglia, il trasporto degli dei stessi o dell’arca santa o di altri oggetti sacri nel campo stesso della pugna costituivano, infine, altrettante attività religiose richieste dal bisogno di ispirare nei combattenti una grande fede nella vittoria, che costituiva da sola un essenziale elemento di successo2.

Da questi mezzi stessi che la religione adoperava per rendere la società sempre più adatta alla lotta collettiva si vede quale febbrile attivazione della funzione religiosa doveva essere provocata dalla guerra. E ben naturale ci sembrerà allora che ad ogni periodo di continue e accanite guerre l’organo religioso si sviluppi e il sentimento religioso conseguentemente si rafforzi; e, viceversa, che ad ogni sosta pacifica un po’ prolungata l’organo religioso rallenti la sua attività e il sentimento religioso conseguentemente si affievolisca.

Così vediamo che sono le tribù o popolazioni eminentemente guerriere che ci vengono presentate anche come le più religiose; e che fra i vari caratteri appartenenti al tipo

  1. Cfr., p. es., Letourneau, L’évolution religieuse, Paris, Vigot, 1898, pag. 553; lo stesso, La guerre dans les diverses races humaines, Paris, Battaille, 1895, p. es., pag. 41, 128-131, 161-180, 354, 384, 405-407, 413, 448, 522, ecc. ecc.
  2. Cfr., p. es., Spencer, Op. cit.: Princ. de Soc., t. IV, cap. X: Fonctions militaires des prêtres.