Pagina:Scientia - Vol. VII.djvu/381

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la filosofia positiva e la classificazione ecc. 373


Il criterio positivistico dell’affinita obiettiva tra i fenomeni.
Ora si tratta di giudicare il valore del criterio che sta a base della classificazione positivistica: che cosa significa ordinare le conoscenze secondo l’affinità obiettiva dei fenomeni? è proprio vero che questa affinità presiede agli aggruppamenti delle varie scienze, quali si sono venute distinguendo nello sviluppo storico?

Affinità obiettiva vorrebbe dire rapporto dei fenomeni in re, cioè inerenza ad un medesimo oggetto o classe di oggetti. Ma a questo titolo i confini comunemente segnati delle nostre scienze si perdono; invero le relazioni geometriche, fisiche, chimiche ineriscono inseparabilmente agli stessi oggetti e possono essere distinte soltanto per astrazione. Un oggetto qualsiasi, p. es., un corpo come l’oro, non appartiene piuttosto ad una scienza che ad un’altra: in quanto si tratta delle sue possibili combinazioni e reazioni, p. es., coli’acqua regia ecc., il suo studio rientra nella Chimica; ma per ciò che concerne i rapporti commerciali di scambio è di pertinenza dell’Economia; eppure a nessuno viene in mente di ravvicinare questi due ordini di rapporti attinenti all’oro e di formarne una scienza dell’oro contrapposta ad una scienza del rame o dell’argento.

Ora non soltanto gli oggetti d’esperienza, ma anche le stesse esperienze fondamentali, appartengono non di rado, contemporaneamente, a diversi rami della Scienza. Così ad es. la spettroscopia, che ha anzitutto il suo posto nell’Ottica, serve — come mezzo — ai progressi dell’Astronomia e della Chimica, le quali si danno qui un reciproco aiuto: il confronto cogli elementi separati nei laboratorii permette l’analisi dei corpi celesti, e viceversa dall’analisi spettroscopica di questi scaturisce talvolta la scoperta di elementi non ancora riconosciuti, come è avvenuto per l’elio.

Una differenza più obiettiva si trova veramente nel confronto fra le scienze fisiche e le biologiche: si può sostenere che gli esseri viventi formano una classe a sè, realmente distinta da quella dei corpi non viventi. Ma quando si esamina più da vicino il contenuto delle ricerche concernenti la vita, si deve riconoscere anche qui che la divisione del