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“la filosofia e la classificazione ecc.„ 375

rali; invece la rappresentazione microscopica - secondo le recenti teorie - porrebbe il fenomeno elettrico alla base della struttura della materia e del moto, conferendogli quindi una maggiore generalità.

Comunque si tolga la gerarchia comtiana il suo fondamento obiettivo, resta ad ogni modo la domanda se le successive astrazioni onde hanno origine i concetti scientifici appariscano necessariamente determinate come gradi di un processo psicologico, saliente dalla realtà concreta della vita sociale ai rapporti generali ed astratti delle Matematiche.

Per rispondere occorre approfondire il valore della classificazione positivistica in rapporto alla storia.

La classificazione comtiana in rapporto alla metafisica del meccanicismo.

Quando Comte enuncia la celebre legge dei tre stati, il passaggio delle conoscenza dalla fase teologica alla fase metafisica e quindi alla positiva, egli intende di formulare al tempo stesso una legge di sviluppo del pensiero ed una teoria idealistica del progresso umano. Ora - per quanto si possa discutere il valore della legge nell’uno e nell’altro suo aspetto - si deve almeno riconoscere che la legge stessa esprime qualcosa di vero per riguardo allo sviluppo delle idee che ha dato origine alla costruzione comtiana. È certo che questo sistema positivistico implica una metafisica preesistente, alla quale per una parte si contrappone, e di cui d’altra parte può ritenersi come continuazione. Su questo punto lo storico della filosofia non deve lasciarsi trarre in inganno dall’apparenza che Comte rompa la tradizione filosofica: ciò che egli rompe in realtà è soltanto la corrente più visibile del pensiero rappresentata dal romanticismo; ma perciò appunto riprende la tradizione antecedente della filosofia connessa alla Scienza, che giunge a lui nella forma viva degli sviluppi scientifici.

Come matematico Comte era direttamente a contatto colla Fisica matematica francese, la quale gli appariva appunto tutta piena delle grandi idee metafisiche che si riattaccano a Cartesio. Nell’ambiente scientifico familiare il filosofo aveva vissuto per così dire l’intuizione meccanica