Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/121

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parte seconda. 99

framma molto piccolo si può avere una immagine abbastanza nitida anche a notevole distanza dal vero foco, per cui in essa si possono avere nitidi nel tempo stesso oggetti vicini ed oggetti lontani. In questo caso si ha realmente una profondità di foco, ed una lente di pochissimo valore può dare una immagine nitida quando viene usata con un piccolo diaframma.

Le lenti che abbiano una forte aberrazione sferica non danno un foco precisamente in una sola superfìcie, e si chiamano come dissimo, a foco profondo, ma queste lenti, quando vengono usate con larga apertura, non possono produrre una immagine perfettamente nitida in alcun punto, non avendo esse alcun punto ove si trovi il loro vero foco; si direbbe che esse sono lenti senza foco.

Aberrazione cromatica. — Questa aberrazione deriva dalla diversa rifrangibilità dei raggi colorati che compongono la luce. Perciò essa chiamasi anche spesso aberrazione di rifrangibililà; ma sarebbe forse più esalto chiamarla col nome di dispersione cromatica, perchè essa non è propriamente un’aberrazione «con» sistendo essa (come si esprime il signor Porro in una sua » memoria alla società fotografica di Parigi) in una decompo» sizione dell’onda incidente, in apparenza unica, in un numero » infinito di onde elementari componenti, che, in virtù delle loro » differenti velocità di vibrazione, benchè arrivale nel tempo » stesso sulla prima superfìcie del mezzo dirimente, provano, al » momento di penetrarvi, delle resistenze differenti, e producono » in noi la sensazione dei colori, il cui carattere dinamico non • è altra cosa clic la velocità di vibrazione ».

Una lente composta di una sola qualità di vetro non è capace di produrre una immagine abbastanza pura, quando viene presentala agli oggetti rischiarali dalla luce. I contorni degli oggetti, nell’immagine, appariscono terminati da aureole variamente colorale coi colori dell’iride, perchè, come sappiamo, la luce nelfaltraversare la lente si decompone in modo analogo a ciò che succede in un prisma.

Per far ben comprendere in che consista un tal difetto delle lenti, sia la lente m n esposta ai raggi del sole, i raggi rifralti saranno più o meno deviati secondo la loro diversa rifrangibilità. Il raggio rosso, che è il raggio meno rifrangibile, cadrà nel