Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/269

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parte seconda. 247

fragile, di color bruno, della densità di 1,08. Si ammollisce a -’-75° centigradi, ma non entra in fusione sotto-»- 130’. Fregata sopra di una corda ne rallenta la scorrevolezza, facendo un’azione opposta a quella degli olii. Accesa, e quindi estinta si cambia in pece nera. La colofonia si scioglie nell’olio di noce, di lino, ecc. Nella proporzione di 4 00 di colofonia sopra 18 di olio di noce dà un cemento assai alto ad unire il vetro col legno per comporre i bacini del fotografo.

ETERE.

Questo liquido, C’fPO, chiamasi anche ossido di olilo, AeO, il suo equivalente è 37. Si ottiene distillando con tulle le precauzioni possibili un miscuglio a parti eguali di acido solforico della densità di 1 84 e di alcool rettificato, nel quale miscuglio si fa cadere gradatamente del uuovo alcool a misura che quello che ò contenuto nel miscuglio passa per distillazione in furma di etere. L’acido solforico nel convertire l’alcool in etere gli toglie un atomo d’acqua (C’H‘0 1 ) — H0=CU’0; 100 parli di alcool contenenti 76 parli di alcool assoluto danno con una buona distillazione 60 parti di etere del peso specifico di 0,727.

L’etere è neutro ai reagenti colorali, ha il peso specifico di 0,70, è volatile, ed il suo vapore è talmente denso, che nel versare l’etere da un vaso in un altro si può facilmente vedere il vapore che si spande. Questo vapore essendo infiammabilissimo e capace di detuonare con violenza quando è mescolato coll’aria, riesce pericoloso l’avvicinarvi un lume acceso. Col calore l’etere si dilata molto, riscaldato da — 4 5° sino a -4- 35° il suo volume cresce di circa. Per un tubo capillare passa più prontamente che non l’acqua, e l’alcool; così se per passare l’etere richiede 400 secondi

L’acqua richiederà 345 »

L’alcool » 850 »

e l’altezza comparativa a cui questi tre fluidi salgono in uno stesso tubo capillare è rappresentata dai numeri