Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/278

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256 chimica fotografica

CHIMICA FOTOT.EAFICA

IPOSOLFITO DI SODA.

Abbiamo veduto che questo sale è il miglior fissatore delle immagini fotografiche per la proprietà che esso ha di sciogliere i ioduri, i bromuri, i cloruri, i cianuri di argento che non vennero alterali dalla luce e dai liquidi rivelatori.

Non è difficile la sua preparazione. Si pone in una storta di vetro della polvere di carbone, vi si aggiunge dell’acido solforico a 66’ in quantità sufficiente per inumidire il carbone, ma non di più, e si scalda. Si conduce il gas che si sviluppa in una soluzione di carbonai? di soda. Questo si trasforma a poco a poco in solfito di soda. La soluzione del solfito, quando sarà diventata neutra, si fa bollire con solfo in polvere entro di una capsula di porcellana, ma non di metallo. Il solfo combinandosi col solfito di soda lo cambierà in iposolfito di soda. Facendo evaporare, si ottiene in forma di cristalli. Questa cristallizzazione sarebbe superflua al fotografo, epperciò gli basterà il filtrare la soluzione ottenuta, metterla in bottiglie, e quando vuol servirsene dilungarla sino al grado che conviene alle operazioni cui la destina. Secondo l’esperienza fattane da Tromsdorff, e riferita nella Reme photographigue del 1861 (a), l’iposolfito fatto evaporare a siccità è capace di produrre delle pericolose esplosioni anche quando si opera al calore dell’acqua bollente.

MIELE.

Il sapor dolce dei miele deriva da ciò che esso contiene del zuccaro di uva, o glucosia, ed un liquido zuccherino analogo

(o) fievue Photographique — Recueil mensuei exclusicement consacri aux progrèt de la Photographie. Paris.