Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/339

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

negative su albumina. 317


Osservazione.

Camera oscura alla portata di tutti. — Supponendo che chi legge questa osservazione creda essere impossibile il fare delle vedute fotografiche anche a titolo di esperimento e di passatempo, senza caricarsi di una notevole spesa per comperare l’oggettivo e la camera oscura, diremo che chiunque può fare esperimenti fotografici ed ottenere risultati abbastanza perfetti senza tanto apparato.

Per produrre delle fotografie basta: 1° Avere una lente convessa qualunque (le lenti dei cannocchiali da teatro servono benissimo); 2° Coprire questa lente tull’all’intorno con carta tinta in nero, lasciando nel centro della lente uno spazio vuoto del diametro di un centimetro circa; 3° Mettere la lente in un piccolo tubo annerito internamente, e fatto con carta di spessore sufficiente o di un sottile cartone, e mettere questo tubo in un’apertura praticata nel mezzo di un lato di una cassetta fatta di legno, oppure anche solo di cartone, in un modo che il tubo possa scorrere nell’apertura stessa; 4° Fare la cassetta così spaziosa, che essa possa ricevere l’immagine che la lente è capace di produrre, ed osservare che la sua lunghezza sia un po’ più grande che la lunghezza del foco della lente, ossia eguale alla distanza che vi è tra la lente e la immagine degli oggetti poco lontani che la lente produce quando essa viene presentata ad essi; 5° Finalmente lasciare aperta la parte della cassetta opposta alla lente in modo da potervi inserire in modo stabile un piccolo quadro fatto con cornice di legno o di cartone, su cui si è incollato della carta da lettere ben unita e resa traslucida bagnandola con olio.

Con questa disposizione si avrà una camera oscura compiuta. Se si vuol prendere una veduta, si presenta la cassetta munita della sua lente ad oggetti lontani (50 metri p. e.) e si allontana o si avvicina la lente alla carta oliata sino che l’immagine sopra di questa sia nitida. La lastra albuminata, sensibilizzata, si porta quindi nella posizione della carta translucida col mezzo di un altro quadro che contiene e copre la lastra stessa