Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/442

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420 procedimenti - parte prima.

SEZIONE IV,

Prove negative su carta.

Le nozioni precedentemente esposte ci fanno strada per arrivare senza fatica di sorta ad imparare il metodo da seguire onde ottenere buone negative su carta. Laonde ci occorrerà spendere minor somma di parole per farci comprendere appieno.

Quando si tratta di ottenere buone prove negative su carta 6 cosa molto importante lo avere della carta di prima qualità, sottile, di spessore uniforme, ecc. La caria incollata colla gelatina o colla resina è meno sensibile di quella preparata coll’amido, ma essa ba il vantaggio di essere più tenace e di resistere più facilmente quando si tratta nei diversi liquidi. Il principale difetto che s’incontra nella carta destinala per le prove negative è la sua ineguaglianza di spessore. Questo difetto si può evitare in parte, osservando attentamente ogni foglio al lume di una candela, portandolo tra l’occhio ed il lume e facendolo passare su e giù a diritta ed a sinistra. La dilTerenza di spessore si riconosce dalla diversa quantità di luce che lo aitraversa; ed è sempre cosa più sicura rigettare i fogli che presentano la più piccola ineguaglianza. Colla luce del giorno è più difficile il giudicare dello spessore della carta per cagione dell’interferenza della luce riflessa colla luce trasmessa. Relativamente alle altre qualità della carta è in generale cosa molto fallace il guidarsi dall’apparenza esterna nel giudicarle; perciò per venire a conoscere la bontà della carta il miglior metodo a seguire, per non errare, consiste nel tirare alcune prove negative.

Noi crediamo che sarebbe affatto superfluo il fermarci a descrivere i differenti sistemi che vennero usati colla carta umida per prendere i ritratti, perchè il collodio dà risultati mollo più eccellenti e perfetti. Laonde ci limiteremo volentieri a far conoscere il procedimento a secco del sig. Le Gray con alcune semplificazioni.