Pagina:Seneca - Lettere, 1802.djvu/39

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figliuoli, ben accostumata patria e padre e madre buoni, voi non potrete sicuramente veder i pericoli di questi tali, perchè l’assedio della patria, la morte de’ figliuoli, e la servitù de’ genitori vi turberanno. Dirò prima quel che comunemente si suol rispondere a costoro in favor vostro: dipoi aggiungerò la risposta, che secondo l’opinion mia si deve lor dare. Diversa condizione è in quelle cose, che essendoci tolte sustituiscono in lor luogo qualche dispiacere: come dire, la sanità, essendo infetta, ne lascia l’infermità; l’estinto lume degli occhi ne lascia ciechi; tagliate le garrette, non solo manca la velocità, ma in luogo di quella vien la debolezza. Questo non avviene in quelle cose, che poco avanti avemo riferito; perocchè se pur io perdo un buono amico, non però mi resta l’ostinazione di dolermene sempre; e restando privo de’ figliuoli buoni, non mi succede in lor luogo l’impietà di piangerli continuamente. Oltra di questo non muojono a questi nostri nè gli amici, nè gli figliuoli, ma solamente i corpi di questi, e ’l bene non può perir fuor che in un modo, e questo è, se si converte in male; il che non comporta la natura d’esso, perchè tutte le virtù, e tutte l’opere delle virtù sono incorrottibili. Et ancorchè gli amici, ancorchè i figliuoli approvati e conformi al desiderio del padre perischino, vi è non dimeno chi succede in luogo loro. Perchè se mi dimandi chi abbia fatto questi tali così buoni, ti rispondo, che è la Virtù. E questa Virtù non patisce che luogo alcuno resti vacuo, occupa tutto l’ani-