Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/67

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

3I

gli animi; ciocchè chiaramente si conoscerebbe, se venendo i nimici, raunandosi da una parte gli agricoltori, da un‘altra gli artieri, si proponesse loro separatamente, se vogliono piuttosto andare a combatterli, o rimanersi nella città; mentre si vedrebbe, che gli agricoltori decreterebbero doversi recare a combatterli: gli artieri all’opposto vorrebbero, così come furono educati, rimanersi a sedere, senza travagliarsi, e senza esporsi a pericolo. Si disse quindi da noi, l’arte e l’esercizio dell’agricoltura, onde si traggono le cose necessarie alla vita, convenirsi massimamente ad ogni onesta, e ben accostumata persona, quantunque si fosse ricca e grande, sendo, come vedemmo, una cotal arte agevole, e gratissima ad esercitarsi, e rendendo i corpi benissimo conformati, e non recando per niun modo impedimento egli animi di aver cura, e degli amici e della patria. Fu da noi pur anco riconosciuto, essere l’agricoltura grande stimolo agli uomini a divenir valorosi col far nascere i suoi prodotti fuori de‘luoghi muniti, e col nodrir quivi i suoi coltivatori. Per le quali cose avvisammo, in sommo pregio doversi tenere dalle città un tal genere di vita, dal quale ben si pareva fornirsi al comune ottimi, e valentissimi cittadini. — Quindi Critobulo così prese a dire: che onesta sia, e soave, e commendata la vita di chi attende al coltivamento delle terre, parmi di esserne al tutto persuaso. In-