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Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/77

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che la regina delle api in simiglianti cose si adoperi a quelle, che Dio ha assegnato alla donna. E quali sono, disse ella, le opere che fa la regina delle api perchè possa a me assomigliarsi in quelle, che mi si appartiene di fare? Perchè, le diceva io, standosi quella nella sua arnia, non lascia che le altre api si rimangano oziose, ma quelle che debbono recarsi a travagliare al di fuori le invia al lavoro, e quindi ciò che ciascuna di loro reca poi dentro, essa medesima, e lo vede, e lo riceve, e lo conserva finchè non faccia d’uopo servirsene: venuto poi il tempo di doversene far uso con giustizia lo distribuisce a ciascuno. Sopraintende pure ai favi, che dentro si compongono, acciocchè bene e prestamente si facciano; ed ha cura che con diligenza si allevino i nascenti parti, e poichè le novelle api si sono rese adulte, e capaci di operare, le manda fuori a guisa di una colonia con alcuna regina della nuova discendenza. E tali cose, disse la donna, dovrò fare ancor io? Certo, le dissi, che anche a te si converrà di startene dentro della casa, e quei servi, che dovranno andare a lavorare al di fuori, di aver cura, che tutti unitamente vi si rechino, e di soprastare a quelli, ai quali è assegnato il lavoro dentro della casa. Dovrai pure tu stessa ricevere tutte le cose, che ti verranno recate, e quelle distribuire, delle quali subito si convenga farne uso: di quello poi che rimane da