Pagina:Sentenza Tribunale di Milano - Caso Mills.djvu/93

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3. Il direttore di ogni società BVl sarà la Sig.ra T. Ghazvini, un'impiegata di Carnelutti e capo del dipartimento dei servizi societari” (che non potrà vendere alcuna partecipazione senza l’approvazione della società irlandese). “Un Power of Attorney [procura] verrà dato a Carlo Bernasconi per lo scopo di fare attività commerciale per procurare gli introiti necessari per la società”.

In data 14 dicembre 1990 venivano costituiti Muesta Trust, beneficiario economico Marina Berlusconi, e Volcameh Trust, beneficiario economico Piersilvio Berlusconi, e in entrambi gli atti è contenuta la clausola 3.1: “E' fatto espresso divieto ai Trustees, per la durata della vita del padre del Beneficiario Principale, di disporre di ogni capitale, rendita od azione facenti parte del Trust, eccetto che con il consenso di Livio Gironi, Gian Carlo Foscale o Fedele Confalonieri; consenso da comunicarsi per il tramite di Mackenzie Mills, 76 Shoe Lane, London, EC4A 3JB”.

Alla clausola 8.3 David Mills è indicato dai trustees quale loro esecutore (così nel testo italiano; in inglese: “their successor in practice”).


Risulta dunque evidente il fatto che Mills sapesse di quali società si trattava, a quale scopo erano state costituite, chi fosse il beneficiario economico di ciascuna.

Risulta altresì evidente il ruolo, nella vicenda, del “padre del beneficiario principale” (vale a dire il mai nominato Silvio Berlusconi) e quello di Gironi, Foscale e Confalonieri.


Paolo Del Bue e Livio Gironi, nella loro qualità di imputati di reato connesso (come si è già precisato nel capitolo “Svolgimento del processo”), si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il primo in particolare si è avvalso di tale facoltà in relazione a tutte le domande che concernevano i suoi rapporti con la Fininvest, Silvio Berlusconi e la sua famiglia, le società Century One e Universal One.

Il verbale dell’esame di Del Bue, svoltosi in rogatoria a Lugano il 14 luglio 2008 a seguito di una tormentata vicenda, descritta nel capitolo “Svolgimento del processo”, può essere così sintetizzato:

Dopo aver detto che i suoi rapporti con la Fininvest erano iniziati nel 1991, si avvaleva della facoltà di non rispondere quanto al loro contenuto, ai soggetti con cui li intratteneva, alle operazioni gestite per il Gruppo.

Negava di aver avuto rapporti diretti con Silvio Berlusconi, si avvaleva della facoltà di non rispondere quanto ai rapporti con i familiari di costui e con Carlo Bernasconi; al ruolo di Marina e Pier Silvio Berlusconi rispetto alle società Century One e Universal One; al grafico che riconduce a costoro le due società.