Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/238

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Sono tanti giorni che, quando m'incontra per le scale, mi parla di queste banche, mi dice di metterci il mio denaro e quello dei miei amici.

— Sta bene, — ribattè la signora Eleonora, crollando le spalle, come se si scaricasse di un peso, aspettate lui.

— Voi mi tenete il segreto? — chiese la beghina, rimettendo i denari nel portafogliaccio. — Non vorrei che si sapesse, di queste piccole economie nel palazzo! Ci sono tanti malintenzionati e in questi tre o quattro giorni un furto è presto fatto. Siamo donne sole. Mi raccomando assai.

— Non veggo nessuno, non dirò nulla a nessuno.

— La Madonna v'illumini, — fece la beghina, alzandosi per andarsene.

— La Madonna vi accompagni, — rispose piamente la signora Eleonora.

Rimasta sola, ella si sentì come profondamente stordita. Di nuovo, la cameriera le venne a chiedere se volea far colazione: era tardi, la ragazza parea ella stessa di avere una certa premura. E straccamente la bionda signora andò nella solitaria stanza da pranzo, a mangiar sola, in fretta, e servita in fretta dalla cameriera.

— La signora mi dà libertà, per dopo colazione? — chiese, a un certo punto.

— Sì, ma tornate presto. Sono sola.