Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/30

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Rocco Traetta non rispose. Aspettava qualche altra domanda. Intanto lo scritturale aveva registrato questo nuovo galeotto.

— In vita? — chiese lo scritturale al direttore, con indifferenza.

— In vita, — costui rispose brevemente.

— Numero 417, berretto rosso — scrisse sopra un suo foglio lo scritturale.

Il direttore suonò un campanello. Un uomo vestito di grigio, con un berretto nero, si presentò.

— Alla vestizione — gli disse il direttore, consegnandogli un foglio e indicandogli il condannato.

Rocco Traetta uscì dietro il carceriere: i carabinieri restarono in direzione. Ora era solo col carceriere, ma questo andava innanzi, leggendo il foglio, quasi non curandosi del condannato. Passavano fra le strade del Bagno, strade larghe, coi marciapiedi e con qualche albero di acacia, già fiorito. Da una parte e dall'altra sorgevano degli edifici di uno o due piani, non più alti. Finestre adorne di qualche vaso di fiori, dietro le graticciate di ferro. Voltarono due o tre volte, il carceriere sempre dinanzi. Alla fine entrarono in un camerone già scuro, dove, in fondo, un gran fuoco di cucina ardeva e due fabbri battevano sopra una incudine. Un altro carceriere sedeva sopra certi sacchi. La vestizione di Rocco Traetta fu fatta in un momento: camicia grossa di tela, calzoni, panciotto, giacca di un filato color mattone scuro, berretto