Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/65

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invece di ogni due mesi. Era una domanda giusta, l'accordai.

— Faceste bene. E vengono spesso, queste famiglie?

— Poche e rare. Ci sono colpevoli appartenenti alle provincie lontane che non ricevono mai una visita: altri di Napoli, vedono i loro ogni sei mesi. Altri... sono stati micidiali proprio in famiglia, e nessuno viene, capite. Vi è qui Rocco Traetta, detto Sciurillo, che ha ucciso suo padre; un galeotto tranquillo, giovine, che scrive continuamente a sua madre supplicandola di venirlo a trovare. Passano per le mie mani, le lettere. Sono talvolta strazianti.

— Ed è venuta, la madre?

— No, mai. Non ha neanche risposto alle lettere del parricida.

— Era naturale, — disse il rigido piemontese.

— Chissà, — disse Gigli, pensando. — Le madri sono così bizzarre e talvolta mostruose, nel loro amor materno. Ho creduto anche io, un poco, che sarebbe venuta. Suo figlio lo crede ancora: suppone che le sue lettere si siano smarrite, o che la madre abbia da lavorare e non possa venire; o che non abbia denari da venire a Nisida: o che sia lì lì per venire.

— Le dice a voi, queste cose, il Traetta?

— Al mio bimbo, — rispose Gigli, sorridendo.

— Al bimbo?