Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/66

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— Si. Traetta gli è sempre attorno, con la fedeltà e l'amore che hanno per i bimbi i grossi cani.

— E lo lasciate con lui?

— Sì. Credo che valga sempre meglio trattarli da uomini e da cristiani. Chi può far male ad una creaturina innocente? Anche il bimbo diventa più umano. È una maniera di dargli coraggio.

— Avete delle idee strane — osservò l'ispettore con un sorriso d'incredulità.

Erano giunti a una porta del grande edificio del Bagno. Dovevano visitare l'infermeria che era all'ultimo piano. Mentre salivano, incontrarono ancora dei galeotti, tenendo dei bicchieri e dei piatti.

— Li adibisco al servizio degl'infermi del piccolo ospedale.

— Credete che sia bene?

— Fra loro s'intendono meglio. La presenza dei carcerieri, continua, esaspera i più tranquilli. Agli ammalati, la evito.

— Spesso avrete dei falsi ammalati.

— Spesso. Ma è un inganno facile a sventare.

L'ospedale dei galeotti era formato da un solo stanzone grande, con quattro finestroni aperti sul mare; il pavimento era di terra battuta nera nera; le mura erano imbiancate semplicemente alla calce: ma i letti erano migliori di quelli dove dormivano i sani: non era il solito sacco a righe azzurre e bianche, gonfio di crocchianti foglie di granoturco, ma un materasso sottile di lana e delle lenzuola