Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/80

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lunga, sopra un metro bizzarro, con rime fantastiche:

A San Francisco Già ssona la sveglia, Chi dorme e chi veglia, Chi fa nfamità!

Sottovoce cantava, tenendosi i ginocchi con le mani, crollando il capo col berretto rosso. Il bimbo ascoltava, socchiudendo gli occhi.

E a San Francisco Ce stanno e'ccancelle, E'ninne chiù belle Llà stanno a penà.

Ma vì che m'ha fatto Stu rillicato e'Ppuorto Me vo' vedè muorto.

. . . . . . . . .

Il bimbo aveva due o tre volte chinato il capo alla bizzarra lentissima cantilena. E il galeotto riprese la strofa, quella che invoca la liberazione:

Ma se mme passa Sta scjorta de tossa La coppola rossa I' voglio abbruscià Il bimbo dormiva. Il galeotto canticchiava ancora la triste canzone del carcere, per cullarne il sonno innocente.