Pagina:Serao - All'erta, sentinella!, Milano, Galli, 1896.djvu/98

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Senza stancarsi aveva girato per l'isola, tornando ogni tanto sotto il balcone di mamma sua. Ella appariva e lui gridava, da basso:

— Mamma cara, mamma cara!

— Vieni su?

— No, no, vado via, mi porta Sciurillo.

— Non dubitate, non dubitate — diceva il galeotto.

Ogni tanto, mentre lo portava in giro, Rocco Traetta, gli domandava:

— Signorì, non avete freddo?

— Ho caldo — diceva il ragazzo.

Quando avevano cantato in piazza, anche lui, levando il capo, con la sua sottile vocina, aveva ripetuto il ritornello della Bella Gigogin e L'armata se ne va. Ma quando intese il suono della polka, egli cominciò a dire, con insistenza:

— Sciurillo, Sciurillo, levami su.

Rocco Traetta, credendo che fosse stanco, lo levò su, nelle braccia poderose, posandolo sopra una spalla, in alto, dove il bimbo rideva e gli batteva i piedini sul petto.

— Fammi ballare, Sciurillo.

Allora cercando di farsi largo coi gomiti, tenendo sempre alto il ragazzo, Rocco Traetta cominciò a girare lentamente, lentamente, al suono della polka. Questo fu il segnale. Delle coppie di soldati si formarono subito. Si tenevano stretti stretti, per la vita; alcuni afferravano il cappotto